Ma non è tutto perduto. Insomma c'è chi fa vedere di avere perso 10 miliardi e poi ne ha altri 100 nel cassetto.
D'accordo che stiamo parlando di cifre impossibile anche solo da immaginare per i comuni mortali (per me 10 mln sono tantissimi, figuriamoci mld) però veramente credi che per quanto uno sia amico di Putin
sia disposto a sacrificare cifre del genere in nome dell'amicizia, rapporti di lavoro o amore per la patria? Io un po' di dubbi li avrei, se poi fosse così allora tanto di cappello per il rapporto che li lega, peccato solo per i fini poco condivisibili.
Sono disposti a bruciare molta liquidità, qualche yacht e qualche immobile, ovvero il risultato di quelle che sono le fonti della loro reale ricchezza.
Non saranno disposti a perdere le fonti della loro ricchezza.
Almeno non tutte.
Non sarei stupito di vedere a questo punto un cambio di vertice, off Putin, on... un tipo come Abramovich il volto occidentale e dei capitali.
Ma in teoria EUR/USD non dovrebbero andare di pari passo e mantenersi sui 1.15 ? Nel senso che sia UE che stati uniti stanno stampando (a naso, avrei detto che gli US stessero stampando con più vigore). Secondo te stamo subendo ora lo svantaggio di avere il fronte orientale direttamente a casa nostra?
Sinceramente io non ne so il motivo. Penso ci sia gente ben più esperta di me che possa risponderti. Io posso solo dirti che molti si aspettavano che il dollaro si indebolisse più dell'euro e quindi è successo esattamente il contrario come più volte accade in questi mercati. E poi gli USA e di conseguenza il $ sono molto più forti militarmente dell'Europa e contano molto di più dell'Europa in uno scenario di guerra, soprattutto se la guerra è alle porte dell'Europa. Gli USA sono praticamente energeticamente indipendenti, anzi possono persino esportare, l'Europa energeticamente dipende completamente dall'estero.
Ho come l'impressione che nella giungla geopolitica globale l'Europa in questo momento sia vista come una preda debole, indifesa e con diverse ferite sanguinanti (vedi nuova ondata di migranti alle porte, caro energia, carenza materie prime, ecc.). Come tale è la più soggetta alle mire speculative, dove l'unica legge che conta è appunto quella della giungla e del "mors tua vita mea".
Non si è svalutato l'euro, si è rivalutato di molto il dollaro.
Il dollaro è considerato bene rifugio, almeno di breve termine, come altre valute, come i treasury il debito pubblico americano su cui sono tornati molti acquisti.
Tutti quelli che hanno disinvestito hanno al momento pura liquidità o quello che legalmente è considerato equivalente in attesa di allocarla secondo gli sviluppi, o anche non allocarla.
Il dollaro index ci dice che siamo su valori eccezionalmente elevati che mostrano una grandissima forza del dollaro:
https://www.marketwatch.com/investing/index/dxyCi stiamo avvicinando ad un valore superiore a 100 superato poche volte dopo disgrazie come quelle del 2008.
Direi che il dollaro è funzionale anche al fatto che se domani c'è un crollo ingiustificato di borsa, in molti, dopo un po', saranno a ricomprare e per ricomprare duo drawdown devi avere, tecnicamente dollari USA.
Per quanto si possa disprezzare concettualmente il dollaro, è ad oggi obbligatorio averlo per fare le transazioni di mercato.
Almeno per i grandi operatori.
Grandi... oddio... anche per i medi ed i piccoli.
Anche i piccolissimi, se qualcuno ha provato ad operare su qualche piattaforma di broker riservata ai clienti retail si sarà accorto che è richiesto prima di operare di cambiare in dollari.
La vera guerra è sulle materie prime e sarà sulle materie prime.
Però se anche il conflitto finisse domani... non so dire che finiranno le politiche di esclusione della Russia che rischia di finire assorbita dalla dipendenza commerciale di Cina ed India.
La Russia può avere molte materie prime, se non hai clienti non hai modo di valorizzare quelle materie prime.
L'altro business che si profila è il riarmo.
Anche se verrà siglata la pace fra cinque minuti, l'unico dato certo è che per non sbagliare... tutti i pesi si vorranno riarmare e verranno finanziari molti progetti in questo senso.
Un pesante riarmo è una grande fonte di consumo di materie prime e anche delle cosiddette terre rare.
Verranno poi riviste tutte le politiche di delocalizzazione, quelle che già si stavano ripensando post pandemia.
Questo potrebbe essere un elemento positivo, perché si torna a produrre anche qui da noi.
Produzioni strategiche: chip, acciai speciali per armamenti, altre lavorazioni meccaniche, agricoltura.
A proposito di agricoltura...
tornando al dì del dollaro USA, le quotazioni elevate in contemporanea al dollaro elevato crea il doppio rincaro...
questo ha effetti particolari sul grano e cereali, alimenti di base, nonché debito dei paesi emergenti più caro perché sempre espresso in dollari e non in valuta locale.
Una situazione tutta da vedere.
Quelli che se la possono cavare meglio sono quei paesi fin ora stati in sordina, come i paesi sud americani, sempre lontani da tutte le guerre, grandi produttori di alimenti.
Ma anche di materie prime, è stato detto dai media che l'Ucraina è il maggior esportatore di ferro a livello mondiale, in realtà è l'Australia secondo il Brasile ma concentrato in una sola gigantesca azienda.
Altra azienda con operazioni in Brasile che assume particolare valore adesso è CARGILL, azienda non quotata, appartenente alla famiglia omonima.
Sicuramente questa guerra sta rimescolando le geometrie mondiali e le rimescolerà ancora.
Come peso poli ed economico potrebbe sancire l'emersione definitiva dell'India su cui andranno a riversarsi vari interessi ma anche il Regno Unito se si inserisce come cuneo autonomo, con valuta propria, in un contesto in cui appoggia le sanzioni, ma custodisce i fondi degli oligarchi.
Situazione molto di vantaggio quella del Regno Unito se la sanno sfruttare.
Cina idem, con la sua valuta ed un grande mercato interno da sviluppare.
Africa ancora non pervenuta rimane l'eterno affare inespresso.
A voi studio.