Sono dell'idea che se una persona, dopo aver studiato Bitcoin e analizzato la situazione, ritenesse che non esiste moneta/asset/SoV più efficiente sarebbe una decisione razionale fare All-in in Bitcoin.
Una decisione di questo tipo comporterebbe inevitabilmente il bisogno di spendere bitcoin per poter mangiare, pagare l'affitto, benzina, vivere in generale. Cosa fare? rinunciare a mangiare per poter spendere bitcoin domani a 50k? Mi sembra assurdo.
Sono d'accordo a non spendere bitcoin se si ha FIAT nel proprio portafoglio, scelta assolutamente razionale per chiunque creda che domani varrà più di oggi, anche in passato qualcuno scrisse: moneta buona scaccia moneta cattiva.
Se oggi mi arrivano 1000 euro di stipendio, compro btc a 10.000, domani salirà a 11000? Ottimo! Ho fatto il pieno gratis.
Scende a 9000? Si un po' scoccia, ma tuttavia considerando che sto mettendo stipendi dentro da...1? 2 anni? il prezzo medio di acquisto sarà inferiore all'ultima entrata effettuata, non sto spendendo in perdita. Volendo ci si potrebbe tutelare tenendo in FIAT una sorta di "fondo svalutazioni" da spendere nei momenti opportuni.
Chiaramente detto così è un discorso semplicistico, non si tengono in considerazione le numerose variabili che possono intervenire nella vita di una persona, ma credo illustri abbastanza bene l'idea generale.
Per me l'all-in in bitcoin significa dedicare ad esso il 100% della parte accantonabile del proprio reddito.
Guadagno 100 lire al mese? 80 mi servono per vivere? Bene, 20 vanno tutte in
BTCAlmeno io ho sempre fatto così.
Chiaro che se uno guadagna 20, o se guadagna 100 ma per vivere ha bisogno di 110, abbiamo un problema, ma il senso lo avete capito.
L'importante è stare lontani dal peggior falso amico di ogni investitore : la diversificazione. Che tanto piace ai principianti e che tanti danni ha fatto in questo settore nel 2017 (con shitcoin, ico e via andare)
Come diceva Warren B. "
diversification is protection against ignorance. It makes little sense if you know what you are doing"
E ogni bitcoiner che si rispetti, se ha accuratamente fatto DYOR, dovrebbe sapere benissimo cosa sta facendo.
L'acquisto di bitcoin dovrebbe essere sempre il risultato di una percorso razionale di analisi e conoscenza, mai di cieca fiducia o di fomo o di miraggi di ricchezza.
Solo quando acquistare bitcoin vi sembra l'unica cosa sensata da fare è il momento giusto di acquistarli.
Solo quando un -50% in un giorno vi sembrerà una magnifica opportunità e non un immenso rischio, è il momento giusto di acquistarli.
Troppe persone li comprano senza essere davvero pronti per farlo.
Per questo penso che:
Più che fortunato direi lungimirante e con le palle...
Serva essere lungimiranti ma non serva avere le palle. Non sono d'accordo con chi dice che i bear market sono difficili. Esiste anche un meme sull'argomento:
https://www.reddit.com/r/Bitcoin/comments/hznm16/bitcoiners_are_so_lucky/ Ma non mi trova d'accordo. I bear market sono i periodi in cui si viene meno disturbati dal circo mediatico, si costruiscono le cose migliori, si comprende come la libertà finanziaria e l'essere banca di se stessi siano valori molto più importanti del controvalore in coriandoli. I bear market sono sani e connaturati al processo di monetizzazione di questa nuova tecnologia. Poi per chi come me non li venderebbe nemmeno di fronte ad un x10 dai valori attuali non fa poi tutta sta differenza bull o bear market.
A proprosito di venderli, "tenere euro": ecco, per quello servono invece le palle. Considerare come investimento qualcosa che è pensato, progettato e governato al solo scopo di perdere valore, utilizzando il principio della rana bollita (
https://www.tecnicadellascuola.it/chomsky-il-principio-della-rana-bollita-e-il-popolo-senza-nessuna-opposizione) per mascherarlo .
Gli europei che tengono 10 mila miliardi di
monet credito fiat sui loro conti bancari hanno un coraggio immenso. Mani fortissime.

Oppure ignorano completamente come funzionano gli euro e il sistema bancario, che è molto più probabile.
2) oggi le cose vanne bene ma se tra un paio d'anni ci fossero regolamentazioni molto stringenti, chi avesse messo tutto in Btc si troverebbe in forte difficoltà. Avrebbe probabilmente un forte capitale immobilizzato senza sapere come farlo uscire in moneta corrente. Sono possibilità sempre più remote - lo riconosco - ma non sono nulle e perciò vanno quanto meno citate.
Le regolamentazioni possono anche essere più favorevoli.
Inoltre Bitcoin ha la simpatica caratteristica di reagire più positivamente a regolamentazioni favorevoli di quanto non reagisca negativamente a regolamentazioni sfavorevoli.
L'India in questi giorni è sul punto di bandirli, in modo simile alla Cina del 2017. Perlomeno vogliono impedire alle banche di usarli (
https://techcrunch.com/2021/01/30/india-plans-to-introduce-law-to-ban-bitcoin-other-private-cryptocurrencies/). Qualcuno se ne è accorto? Il prezzo ne ha risentito? Come quasi nessuno, a parte una fugace dip a set 2017, si accorse del ban della Cina.
Parliamo di n°1 e 2 come popolazione mondiale e di 2° e 5° come PIL.
Nella nazione nr 1 come PIL (USA), invece, il 99% delle indicazioni e dei segnali sono tutti per una maggiore e più favorevole accoglienza. Un inversione completa di rotta dopo essersi spinti così in là ed aver permesso a fondi, aziende quotate, fondazioni universitari e ricchi americani di riempirsi le tasche mi sembrerebbe alquanto improbabile e autolesionistico.
Quindi hai ragione, non ignoriamo questa eventualità, ma contestualizziamola bene e diamogli il giusto peso.